Vivo in un Armadio per Lasciare ai miei scheletri il resto della casa || Tutto ciò che scrivo, è in "pensieri". Ed è tutto ciò che c'è da sapere, alla fine.
"You have witchcraft in your lips…”
William Shakespeare, Henry V, Act V, Scene II (via introspectivepoet)

Ho ritrovato la tua Giacca.

synedcoche:

Stanotte invece ho sognato che mentre cercavo un vestito adatto per andare ad una festa, ho ritrovato la giacca che gli avevo perso la prima volta che ci siamo incontrati.
Che io veramente, non lo so come non mi abbia menato, visto che è stata una cosa tipo:
‘Tranquillo, te la tengo io la giacca, ecco, la metto qui sopra la mia borsa, vai a fare quello che devi fare.’
E dopo nemmeno dieci minuti:
‘La mia giacca?
Vuoto cosmico. Non c’era più.
‘Se la ritroviamo, ti sposo.’
Ovviamente non l’abbiamo più ritrovata, però giuro che l’ho cercata come una pazza tra i piedi delle persone e persino addosso alle persone. Sono andata da uno che aveva una giacca simile e gli ho pure chiesto, nella disperazione generale:
‘Scusa, questa giacca è TUA o l’hai rubata?
Era sua, ovviamente.
Ma dicevo, ho sognato che finalmente ritrovavo la maledetta giacca nera che gli stava tanto bene addosso, quando ci ho messo gli occhi sopra la prima volta e sono rimasta congelata come una scolaretta al suo primo giorno di scuola, e non perché fosse particolarmente bello (anche se diciamocelo, lo stronzo è bello), ma perché non lo so, ero rimasta congelata e basta, e ho passato la prima mezz’ora a pensare: ‘Devo parlare con questa persona. Devo parlare con questa persona. Voglio parlare con questa persona.’, e un paio d’ore dopo ci stavamo baciando sulla terrazza davanti a tutto il mondo radunato là, e un paio di settimane dopo stavamo facendo l’amore come se non esistesse nient’altro di più importante, e un paio di mesi dopo ci stavamo insultando a vicenda senza alcuna possibilità d’appello.
Ma dicevo, mannaggialamiseria, che nel sogno la giacca l’ho ritrovata e l’ho pure annusata, c’era sopra il suo odore, e nonostante tutto quello che è successo tra di noi ho riscoperto un odore buono, familiare, un odore di qualcosa di prezioso.
Stavo a pezzi prima di incontrare questa persona, e per quanto sia andata a finire a puttane pure con lui, oggi c’ho una consapevolezza nuova, diversa, un qualcosa che prescinde dal rancore del ‘tu m’hai fatto male, stronzo’. Quell’odore era così vivido che mi ha fatto pensare che ci sono cose stupende che capitano quando meno te l’aspetti, quando ad esempio decidi di andare ad una festa accompagnando un amico anche se non ti va di andare e sei stata tutta la settimana nella tua stanza con le persiane chiuse, sigillate, per non far passare un filo di luce. Poi la luce, vuoi o non vuoi, t’arriva in faccia in maniera del tutto imprevedibile, e la cosa migliore che tu possa fare è accoglierla, vivertela, ringraziare, e stare in pace con la coscienza, senza pensare a come potrebbe finire (male).
Non importa se poi le persiane tornano ad essere chiuse per un motivo o per un altro, la cosa che conta è che qualcuno ad un tratto abbia deciso di spalancarle, di far entrare il sole anche solo per un po’.
Si può uscire dai periodi scuri, si può fare, poi magari ci ritorni, eh, ma ne riesci sempre, se davvero vuoi farlo. (Poi però se non vuoi farlo e continuare a piangere e a sbriciolarti addosso i biscotti del pacco da 1 kg, la vedo più difficile.)
Quindi io, oggi, 28 settembre, a tre giorni dall’ultimo esame, dico che non è vero che ‘non avrei mai voluto incontrarti’, sono stata felice di averlo fatto, sono stata fortunata ad averti vissuto per un po’, forse perché adesso non fai più male, o forse perché il ricordo di quella giacca perduta è uno dei più belli e luminosi che mi porto dentro.

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